Impossibile tirare con l’arco senza l’attrezzatura giusta. Un kit per iniziare costa al massimo 160 euro. Si può tirare anche nel proprio giardino, ma si consiglia di frequentare un corso per neofiti presso una delle società affiliate alla Fitarco (cinque in provincia di Firenze, due nei dintorni della città), luoghi accoglienti, semplici, con molto verde per tirare all’aperto e con istruttori preparati. Per chi fosse curioso: Ugo di Toscana a Ugnano e Arcieri della Signoria alle Cascine.
Adolfo Batelli lavora in Via del Ghirlandaio, nel suo negozio che si chiama, non a caso, TUTTOARCO. Dire che è un venditore è riduttivo, anche se il suo è l’unico negozio del genere a Firenze. Anche Adolfo è unico: ex atleta, istruttore di altissimo livello ed esperienza, e inoltre judoka, campione di tiro al piattello, cacciatore e suonatore di corno, consulente e soprattutto, ascoltatore.
Passare nel negozio tanto tempo significa saper accogliere chiunque arriva. Ognuno con un problema suo e urgente: chi pensa di avere frecce troppo lunghe, oppure troppo corte, o troppo pesanti, troppo sensibili, troppo rigide…..”troppo” comunque sempre. Oppure l’arco è troppo vecchio, troppo superato, troppo pesante o troppo squilibrato oppure … sbaglia troppo. Perché un arciere è sempre in cerca del meglio e del di più, certo, anche se a volte accusa la propria attrezzatura di difetti che dovrebbe cercare in se stesso… Una freccia può costare da tre euro a 50, un arco può costare da 130 euro nella sua versione elementare a due o tre mila euro per una proposta da olimpiadi… Tutto questo lo si può trovare da Adolfo, che è la persona più adatta per consigliare l’oggetto migliore per ognuno. Ascolta, inquadra la persona, analizza, e alla fine parla. C’è chi arriva pensando di avere già una risposta, apre la valigetta con l’arco e si trova gli occhi acuti di Adolfo addosso che dopo un sorrisetto tra l’ironico e il comprensivo dà la sua sentenza, e che spesso, rovesciando tutto, trova una soluzione completamente lontana da quella che pensavamo facile. “Soddisfazioni economiche poche, dice, ma morali tante”. Perché a lui piace, soprattutto, dare consigli e sostenere anche gli arcieri più deboli, con problemi fisici o psichici, per i quali l’arco è una fondamentale occasione di vita. Racconta con quel suo speciale modo che minimizza le azioni più belle, come fossero ovvie e inevitabili, di come ci sono clienti che, usciti da gravissimi scontri con l’esistenza, con lui, in questo piccolo “club” di via del Ghirlandaio, tornano a sorridere. Eppure lo diresti un “duro”, essenziale nei modi, tenace nel raggiungere gli obiettivi, cacciatore convinto da quando aveva sei anni, ma conoscitore del bosco, con i suoi sussurri, le sue dinamiche, le sue vibrazioni. La caccia di selezione non è crudele, dice, anzi, permette di garantire l’esistenza ai caprioli che restano. Non trasgredisce mai le regole di lealtà che anche nella caccia ci sono e non uccide oltre il limite consentito, né fuori dei periodi o delle modalità ammesse. E poi, dopo, prepara dei piatti pantagruelici dal momento che una giornata di caccia è una esaltazione totale di capacità arcaiche. Alzarsi di notte, preparare l’attrezzatura, arrivare, percepire, colpire, squartare, cucinare. Mangiare poi tutti insieme in una festa stanca e soddisfatta. “Ho imparato anche a suonare il corno da caccia” aggiunge quando sembrava di aver finito l’elenco delle sue capacità, nella Associazione Clubert, simpatica fusione delle parole Club e Ubert, patrono dei cacciatori e come Adolfo la definisce, “molto conviviale”, appassionata di musica, caccia, racconti e soprattutto buona tavola. Conoscerlo, nel suo negozio pieno di frecce, di archi, di bersagli, di colori, è come fare capolino nel laboratorio di un artigiano, che ci racconta il suo mondo speciale, fatto di tecnica ma anche di passioni.
Tuttoarco di Adolfo Batelli, Via del Ghirlandaio 17, Firenze – tel. 055 678076













